lunedì 20 giugno 2011

FAI AGLI ALTRI CIÒ CHE VUOI SIA FATTO A TE

Mi sto rendendo conto di quanto sia buona l'educazione cristiana ricevuta dai miei... tralasciamo il fatto della messa domenicale che quella è puramente cattolica, mi rendo conto che il fondamento dell'amare il prossimo non tutti l'hanno appreso.
Non si tratta di fare chissà che, o di non fare chissà cosa... non è solo il non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te, perchè si rischia di non far nulla e restare apatici di fronte all'altro.
Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te: in qualunque momento, in qualsiasi luogo andrebbe messo in pratica... esempi stupidi: sono per strada su un marciapiede stretto... non aspetto che sia l'altro a spostarsi, mi sposto io per prima per farlo passare, sorrido per prima nell'incontrare lo sguardo di qualcuno sapendo che il mio sorriso forse non verrà ricambiato ma certa che lascerà un piccolo segno nella giornata dell'altro.
Non è difficile, eppure tanti non sono in grado di ragionare così.. uno ce l'ho in casa... E' faticoso farlo capire, ed è faticoso per me cercare di capire come non possa venir spontaneo chinarsi, farsi piccoli nell'affrontare il prossimo. Non serve a nulla sbattere violentemente la spalla contro qualcuno solo perchè nessuno dei due si è voluto fare un pò da parte passando... Sono scemate ma è così che iniziavano le guerre...
Perchè devo essere sempre io a fare il primo passo? E' una domanda che ci facciamo tutti i giorni, soprattutto quando si tratta di amici, quelli che non si fanno sentire spesso... perchè siamo sempre noi a dover farci sentire per primi? Per un migliaio di motivi... il primo fra tutti per far sapere loro che li pensiamo, che ci stanno a cuore... per sapere se stanno bene. In genere quando incontriamo un amico la prima cosa che si chiede è come sta... non diciamo mai ciao io sto bene... Capita spesso e a tutti di passare dei periodi in cui ci sentiamo soli nonostante tutto e avremmo voglia di sentire qualche amico, ma stiamo talmente male che ci sembra dovere degli altri farsi vivi... beh, ho imparato che questo non succede mai. Nel mio anno di buio speravo che un'amica si facesse sentire per tirarmi su il morale, per darmi una mano.... mi sono fatta forza e ho fatto il primo passo scoprendo che lei stava messa peggio di me e aveva disperato bisogno di aiuto...
Diventa tutto un circolo vizioso, un cane che si morde la coda... Io non faccio se gli altri non fanno... così non si va da nessuna parte... si creano incomprensioni inutili, ci si allontana per niente.
Ci sono due ragazzi con la stessa passione in comune, uno sport, collaborano ma non si parlano, nè si chiedono come va, non si pongono il problema di farsi sentire ogni tanto perchè entrambi pensano sia compito dell'altro... e questo è controproducente, l'orgoglio dovrebbe essere messo da parte nelle relazioni sociali...
Ammetto che anche a me non sempre riesce di essere la prima a fare un passo, ma ci provo... purtroppo l'orgoglio è sempre presente... ma con la volontà si ottengono un sacco di risultati...
se il cristianesimo non è il vostro forte prendetela come una lezione di civiltà, e ricordatevi che chi semina zizzania raccoglie tempesta... e soprattutto chi non semina non raccoglie...

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