lunedì 21 novembre 2011

REBECCA un gioco di società

Le porte dei giardini sono chiuse,
l'inverno ha le sue nevi da portare
e se nel cuore canta una canzone
fa che un'armonica la suoni piano piano,
fa che un'armonica la suoni piano piano.

Così un giorno conoscevo una ragazza
con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,
lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,
penso al suo seno e penso alle sue mani,
penso al suo seno e penso alle sue mani.

Madri no, non è cambiato niente,
padri no, non è servito a niente,
anche una volta si scappava via,
quanti di voi su quelle navi bianche,
quanti di voi l'America nel cuore,
quanti di voi adesso sono stanchi.

Pure le autostrade sono piene,
i sacchi in spalla e via "Mi di un passaggio",
i santi libri ed un educazione
non riusciranno a farli ritornare,
non riusciranno a farli ritornare.

E sono loro che han distrutto tutto,
tutti i principi su cui lo Stato, la famiglia e Dio
ed io no so se riuscirò a mangiare,
dov'è finito il buon samaritano,
dov'è finito il buon samaritano.

E adesso che la colpa è un po' di tutti,
gli assistenti sociali ed i dottori,
con gli psichiatri e con gli educatori,
tengon monologhi sulla diversità,
parlano asseri di caratteriali
e perché no anche un po' di criminali.

Le porte dei giardini hanno riaperto,
l'estate a fiori e stelle da portare
e se nel cuore canta una canzone,
fa che una bocca la racconti agli'altri,
fa che una boca la racconti agli altri.

Così un giorno conoscevo una ragazza
con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,
lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,
penso al suo seno e penso alle sue mani,
penso al suo seno e penso alle sue mani.

mercoledì 9 novembre 2011

chapter

Lo guardò addormentato, il viso rilassato, il respiro profondo tipico di chi è immerso in un sogno... 
Si alzò senza far rumore, fece un giro della casa avvolta nel silenzio, la penombra del pomeriggio invernale dava un tocco di mistero alle stanze... I pensieri iniziarono a vorticarle nelle mente costringendola a sedersi sul divano per prendere fiato... Erano passati pochi mesi eppure la sua vita era cambiata radicalmente... Ora stava bene, tutto quello che aveva sognato era lì, ma il prezzo da pagare era stato salato. 
La vita di prima, la sua famiglia, non rimaneva più nulla, un ricordo sbiadito, come un film visto e dimenticato. Eppure l'aveva vissuta, i fratelli, i genitori, tutti gli amici, aveva dovuto abbandonarli per seguire il suo cuore... Era la decisione più difficile da prendere ma l'amore contava più di tutto... Quell'amore era quello giusto... 
Si coprì con la coperta per difendersi dal freddo e inconsciamente anche dai pensieri, si perché i sensi di colpa per aver lasciato tutti a volte si insinuavano e la tormentavano... Sapeva di aver fatto la cosa giusta, anche se gli altri non l'avrebbero mai capita e approvata. Socchiuse gli occhi un attimo, per non dar modo alle lacrime di uscire... Con la testa appoggiata al divano se ne restò così immobile...
Lui arrivò silenzioso, la trovò così, accoccolata nella sua coperta preferita, era così piccola nel suo silenzioso dolore, sapeva cosa stava passando, non le capitava spesso, ma bastava un attimo per farle cambiare espressione... Si chinò su di lei, la strinse a sé, la prese in braccio e la cullò finché non vide le sue lacrime... Era l'unico modo per farle uscire tutto quel male e farle tornare il sorriso, l'aveva imparato da tempo ormai.
Nel caldo delle sue braccia riprese coscienza di dove si trovava, respirò l'intenso profumo, le lacrime scesero lente, e con loro uscì quella maledetta malinconia... Alzò il viso e puntò gli occhi in quelli di lui... Ora la sua vita era tutta lì, tra quelle braccia, tra quelle mura, in quel sorriso... 

sabato 22 ottobre 2011

autunno

questa sensazione che si ripresenta puntuale, il senso di vuoto, la malinconia, la voglia di piangere...
mi ritrovo così, seduta in bagno con la testa tra le ginocchia a piangere lacrime che bruciano la pelle, sono sola, mi sento sola e stanca... 
i ricordi della calda estate appena terminata sono già lontani, il freddo è arrivato ed è come se non l'avessi mai provato. 
il cuore pesa come un macigno, i pensieri nella mente vorrebbero uscire da una bocca che non li sa raccontare... e non ci sono orecchie che possano ascoltarli...
mi ritrovo a guidare accompagnata da una triste canzone e mi sento come alla vigilia di un funerale... qualcuno è morto ma non è ancora il momento di dirgli addio, sospesa nell'assurda sensazione che qualcosa è finito ma non voglio ancora rendermene conto... domani finirà... 
ma in questo caso non è morto nessuno, domani non ci sarà nessun funerale, domani sarà uguale ad oggi, con il sole velato di grigio autunnale, con un lieve tepore che a tratti riscalda la giornata per poi lasciar spazio al freddo che si insinua nelle ossa per non andarsene più.

venerdì 9 settembre 2011

lo scoprirò una volta terminato

....Lei sentiva la sua mancanza, erano giorni che non lo vedeva e presto se ne sarebbe andata.... un viaggio, lontano da tutto e da tutti, lontano da lui...
Forse in fin dei conti le avrebbe fatto bene staccarsi un pò da lui... ma quanto le bruciava il cuore quell'amore... avrebbe voluto incontrarlo, anche in mezzo alla folla avrebbe sentito il suo profumo, l'avrebbe memorizzato ancora una volta e deposto come un fiore prezioso nell'angolo più nascosto della sua mente, per poter andare a recuperarne il ricordo nei momenti in cui sentiva di non farcela.. quell'essere speciale le stava consumando l'anima....

lunedì 20 giugno 2011

FAI AGLI ALTRI CIÒ CHE VUOI SIA FATTO A TE

Mi sto rendendo conto di quanto sia buona l'educazione cristiana ricevuta dai miei... tralasciamo il fatto della messa domenicale che quella è puramente cattolica, mi rendo conto che il fondamento dell'amare il prossimo non tutti l'hanno appreso.
Non si tratta di fare chissà che, o di non fare chissà cosa... non è solo il non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te, perchè si rischia di non far nulla e restare apatici di fronte all'altro.
Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te: in qualunque momento, in qualsiasi luogo andrebbe messo in pratica... esempi stupidi: sono per strada su un marciapiede stretto... non aspetto che sia l'altro a spostarsi, mi sposto io per prima per farlo passare, sorrido per prima nell'incontrare lo sguardo di qualcuno sapendo che il mio sorriso forse non verrà ricambiato ma certa che lascerà un piccolo segno nella giornata dell'altro.
Non è difficile, eppure tanti non sono in grado di ragionare così.. uno ce l'ho in casa... E' faticoso farlo capire, ed è faticoso per me cercare di capire come non possa venir spontaneo chinarsi, farsi piccoli nell'affrontare il prossimo. Non serve a nulla sbattere violentemente la spalla contro qualcuno solo perchè nessuno dei due si è voluto fare un pò da parte passando... Sono scemate ma è così che iniziavano le guerre...
Perchè devo essere sempre io a fare il primo passo? E' una domanda che ci facciamo tutti i giorni, soprattutto quando si tratta di amici, quelli che non si fanno sentire spesso... perchè siamo sempre noi a dover farci sentire per primi? Per un migliaio di motivi... il primo fra tutti per far sapere loro che li pensiamo, che ci stanno a cuore... per sapere se stanno bene. In genere quando incontriamo un amico la prima cosa che si chiede è come sta... non diciamo mai ciao io sto bene... Capita spesso e a tutti di passare dei periodi in cui ci sentiamo soli nonostante tutto e avremmo voglia di sentire qualche amico, ma stiamo talmente male che ci sembra dovere degli altri farsi vivi... beh, ho imparato che questo non succede mai. Nel mio anno di buio speravo che un'amica si facesse sentire per tirarmi su il morale, per darmi una mano.... mi sono fatta forza e ho fatto il primo passo scoprendo che lei stava messa peggio di me e aveva disperato bisogno di aiuto...
Diventa tutto un circolo vizioso, un cane che si morde la coda... Io non faccio se gli altri non fanno... così non si va da nessuna parte... si creano incomprensioni inutili, ci si allontana per niente.
Ci sono due ragazzi con la stessa passione in comune, uno sport, collaborano ma non si parlano, nè si chiedono come va, non si pongono il problema di farsi sentire ogni tanto perchè entrambi pensano sia compito dell'altro... e questo è controproducente, l'orgoglio dovrebbe essere messo da parte nelle relazioni sociali...
Ammetto che anche a me non sempre riesce di essere la prima a fare un passo, ma ci provo... purtroppo l'orgoglio è sempre presente... ma con la volontà si ottengono un sacco di risultati...
se il cristianesimo non è il vostro forte prendetela come una lezione di civiltà, e ricordatevi che chi semina zizzania raccoglie tempesta... e soprattutto chi non semina non raccoglie...

mercoledì 11 maggio 2011

three desperate housewives

... che di casalinghe hanno ben poco...

l'aver sposato due fratelli ed un ex-fidanzato è qualcosa che unisce più di quanto possa fare una semplice amicizia.
sai che quando arriva una richiesta di aiuto ci sarà sempre una risposta, anche se si tratta di un semplice bisogno di staccare la spina per una sera.
e così una tranquilla cena vede nascere un sodalizio. Un trio che si capisce subito perchè parla la stessa lingua, vive le stesse situazioni quotidiane, si ritrova con le stesse passioni accantonate per abbracciare quelle della dolce metà.
tre piccole donne che si consigliano e si danno forza, ridendo come forse non facevano da un pò, lasciando a casa per una sera i pensieri che le accompagnano dall'alba.
non servono grandi argomenti, basta la trama di un libro, di un film, una ricetta, un pettegolezzo, ritrovarsi a dire contemporaneamente "ma dai anche tu?"...
vola il tempo e la stanchezza ci dice che è ora di tornare a casa e rimetterci i panni di casalinghe... ma che casalinghe e casalinghe... tutto facciamo tranne che quello... siamo segretarie, mogli, mamme, amiche, figlie... e le nostre case non sono pulite... ma sono vissute quotidianamente... e adesso tutto quello che vogliamo indossare è un pigiama e le braccia dei nostri uomini...
nell'aspettare il ritorno del mio amore mi sono addormentata di botto... risvegliata mezz'ora più tardi dalla mia brusca metà... si amore proprio non mi sono accorta che sei tornato...
la sposa del secondo fratello stamattina mi ha salutato con un "che sonno!!"
della terza non ho notizie, spero solo che marito e marmocchietto l'abbiano fatta riposare un pò!

un bacio ragazze, alla prossima puntata...

venerdì 29 aprile 2011

E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all'asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...

E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l'età che s'invola...

E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...

E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...

E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...

E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...

Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...

I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...

Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "